Agfa

Agfa-Gevaert AG, Leverkusen, Germany

L'anno ufficiale di nascita dell'AGFA si fa risalire al 1867, quando il Dr. Paul Mendelssohn - Bartholdy (1841-1880), figlio del compositore Felix Mendelssohn-Bartholdy, insieme a Carl Alexander von Martius fondò questa società a Rummelsburg, vicino a Berlino. La società, nel 1873, fu battezzata Aktien-Gesellschaft für Anilin-Fabrikation, cioè AGFA.
Nel 1880 entrò a far parte dell'azienda il giovane ventisettenne dr. Franz Oppenhaim (1852-1929) che fu molto importante perchè fu colui che fondò, nel 1909, la Agfa Film Company a Wolfen (Germania). Intanto nel 1890, il ventiduenne Lieven Gevaert stabilì la propria sede di lavoro a Antwerp (Belgio) in via Motigny, dove egli produceva soprattutto carta per fotografie. Appena quattro anni più tardi l'uomo d'affari Armand Seghers lo aiutò a fondare la società "L.Gevaert & Cie". Il capitale iniziale fu di soli 540 dollari. La Gevaert aveva avuto appena il tempo di festeggiare il suo primo anniversario che già aveva aperto la sua prima filiale all'estero. In realtà la Geavaert aveva acquistato la parigina Blue Star Papers attraverso cui introdusse una nuova carta per fotografie rivoluzionaria alla gelatina. Questa succursale era destinata a fare la fortuna della Gevaert, che introdusse sul mercato questa nuova carta che aveva il pregio di rendere meglio i contrasti. In pratica questa carta aveva una qualità migliore grazie alla sostituzione dell'albumina e del collodio, con cui era fatta fino ad allora, con appunto la gelatina. Le vicende dell'Agfa e della Gevaert, pur essendo parallele si incontreranno solo nel 1964. Bisogna arrivare fino al 1928 per vedere la prima cinepresa prodotta dall'Agfa, la "Movex 12", una 16mm. Si trattava di una macchina piuttosto pesante (oltre 2 kg.), che usava una cartuccia per un film di 12 metri. Non appena immessa sul mercato, fu ribattezzata "Movex 16". Era dotata di un obbiettivo Anastigmat da 20mm f/3.5. Il meccanismo aveva la particolarità che con un solo giro di manovella di ricarica, era possibile filmare ben sei metri di pellicola. Nel 1931 uscì sul mercato la "Movex 30", che aveva la capacità di contenere una
cartuccia da 30 metri di film. Nel 1935 la Agfa introdusse la "Movex 30 L". Solo due anni dopo uscì la prima 8 millimetri, la "Movex 8". Conteneva un film da 10 metri, ma la cinepresa era molto piccola e leggerea (solo 750 grammi). Vi è da dire che l'Agfa aveva copiato tale cinepresa dalla "Blaupunkt E 8", o comunque le era molto simile, ma la Blaupunkt di lì a poco abbandonò la fabbricazione di cineprese per dedicarsi esclusivamente al settore delle radio. Due anni più tardi uscì l'evoluzione della 8mm, con la "Movex 8 L", dove la "L" sta per Lucimeter, cioè un dispositivo elettrico per il controllo dell'esposizione. Prima della guerra la fabbrica di Monaco impiegava ben 3.000 dipendenti, nel 1945 oltre il 60% era stato distrutto. Bisogna aspettare fino al 1950 per rivedere la fabbrica tedesca ancora in piena attività. Ma fino al 1956 l'Agfa non produsse più una nuova cinepresa; e fu solo allora che uscì la "Movex 88", una macchina dotata di un obbiettivo Anastigmatic 11mm f/2.5 a fuoco fisso. Nel 1958 uscì la "Movex 88 L" che, oltre ad avere il controllo dell'esposizione, aveva gli obbiettivi intercambiabili, con a disposizione un 13mm f/1,9, oltre ad un grandangolare Curtar ed un teleobbiettivo Longar. Lo stesso anno l'Agfa produsse una cinepresa automatica, la "Agfa Movex Automatic I", che disponeva di un mirino enorme posto in cima al corpo macchina. Bisogna aspettare fino al 1963 per vedere sul mercato una nuova macchina, la "Movexoom". Questa cinepresa era più stretta, con un obbiettivo dotato di zoom, uno Schneider Variogon 9-30mm f/1,8. La forma di questa macchina assomigliava molto a quella di una Leicina. Nel contempo usciva la "Agfa Movex Automatic II" che, rispetto al modello precedente, cambiava nella forma, appena un po' più elegante. Anche il motore era migliore: un giro di manovella faceva avanzare il film fino a 7,5 metri, si poteva usare una cartuccia di film invece delle bobine, il che rendeva più facile e veloce cambiare la pellicola, vi era la possibilità di utilizzare vari obbiettivi, compreso un teleobbiettivo (Tele-Centon 100) che avvicinava il soggetto fino ad 8 volte. Finalmente, il primo luglio 1964 si ha la fusione tra la Agfa e la belga Gevaert. Si fondarono due nuove società: la Agfa-Gevaert AG che spostò la sede a Leverkusen in Germania e la Gevaert-Agfa N.V. che si stabilì a Mortsel in Belgio. Le due società originarie mantennero il controllo del 50% di ciascuna delle due nuove aziende. Dopo di allora la Agfa introdusse una nuova cinepresa solo nel 1966: la "Movex S". Nel 1967 a questa macchina si aggiunsero le nuove cineprese dotate del nuovo standard "Super-8", cioè la "Agfa Movexoom S", chiamata anche più semplicemente "S1" e poi "S2". Nel 1969 la Agfa annunciò la produzione della più piccola cinepresa reflex Super-8 al mondo, la "Microflex Sensor". Era veramente piccola e leggera: solo 500 grammi. Nel 1970 iniziarono ad uscire le altre macchine di questa famiglia, che incontrarono in breve tempo una ottima accoglienza del gruppo, la "Microflex Sensor 100" e poi la "200" e poi la "300". Furono gli anni del Boom dell'Agfa, che passò dai 29.000 dipendenti del 1967 ai 34.000 del 1970. Il resto è storia recente.


Agfa Movex 16-12 B

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La Agfa iniziė a costruire cineprese nel 1928: i primi modelli costruiti furono la Movex 12, successivamente rinominata Movex 16 e, appunto, questa Movex 16-12 B. E' dotata di un obbiettivo Agfa Kine Anastigmat f:3,5 da 20mm. Ha un peso considerevole (kg. 1,900) e misura 69x125x165mm. Ha corpo in metallo coperto di pelle color nero. Questa macchina ha fuoco fisso e una sola velocitą (16) ha la caratteristica di essere dotata di un mirino manuale posto sul corpo: l'operatore sollevava i due mirini, uno posto all'inizio del copro superiore della macchina ed uno sopra l'obiettivo. La caratteristica chela rivelė come macchina sensazionale per l'epoca (1928!) era che con un solo giro della manovella di caricamento, la macchina era in grado di riprendere ben sei metri di film. La macchina in mio possesso Ź perfetta e funziona benissimo.


Agfa Movex 8 L

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Cinepresa costruita nel 1939, è dotata di un obbiettivo Agfa Kine Anastigmat f:2,8 da 12mm. Pesa kg. 0,950 e misura 41x120x103mm. Ha corpo in metallo coperto di pelle color nero. Questa macchina ha fuoco fisso e una sola velocità (16) ha la caratteristica di essere stata la prima cinepresa dotata di un esposimetro semi automatico. La lettera "L" sta appunto per "Lucimeter", cioè controllo elettrico dell'esposizione. Durante la guerra la produzione di questa cinepresa ovviamente cessò, ma riprese subito dopo la fine della guerra. La macchina in mio possesso è perfetta e funziona benissimo.

 

Agfa Movex Automatic I

La Agfa Movex Automatic I fu prodotta nel 1958. Dotata di un obbiettivo Agfa Movestar 1:1,9 da 12,5 mm, questa cinepresa pesa 0,950 kg e misura 55x156x127mm. Il corpo è in metallo di colore grigio chiaro. Abbastanza simile alla Agfa Movex 88, ha tuttavia la caratteristica di avere un enorme (rispetto al corpo) mirino in cima al corpo ed un diverso dispositivo per la rilevazione della luce. Tale cinepresa rimase tale e quale per ben cinque anni, prima di essere affiancata dalla più pesante Movex Automatic II.

Agfa Movex 88 L

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Cinepresa costruita nel 1958, è dotata di un obbiettivo Agfa Movexar f:1,9 da 13mm. Pesa kg. 0,850 e misura 55x120x118mm. Ha corpo in metallo grigio. Questa macchina ha la possibilità di regolare gli ASA e varie velocità. La lettera "L" sta per "Lucimeter", cioè controllo elettrico dell'esposizione. L'esposimetro è posto sotto l'obbiettivo. Questa cinepresa poteva montare, opzionali, un grandangolo Curtar e un teleobbiettivo Longar. La macchina in mio possesso è perfetta e funziona benissimo.

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